Guadagnare con i social media
I cambiamenti avvenuti nel mondo, da un punto di vista tecnologico e sociale, hanno mutato notevolmente anche il mondo del lavoro. Se negli anni passati, infatti, anche le giovani menti erano use recarsi in fabbrica o in un esercizio per portare a casa la pagnotta, ora le cose sembrano essersi trasformate, tanto da apparire quasi irriconoscibili. Gli anziani che testimoniano il cambiamento epocale, infatti, stentano a credere all’evoluzione che i tempi hanno serbato per l’andamento della specie umana. Esistono ancora le fabbriche, esistono ancora le aziende e gli esercizi, eppure, il loro modo di operare non è più lo stesso: probabilmente, non ritornerà a esserlo.
Questo perché nel ventunesimo secolo, nell’anno 2004, qualcosa di assolutamente incisivo accadde. Nacque il primo social network, Facebook, dall’idea di Mark Zukenberg. Dapprincipio, non era altro che un modo per gli studenti di un’università del Massachussets di tenersi in contatto durante la permanenza nell’istituto, ma con il tempo, la piattaforma si è evoluta sino a divenire uno dei social network più utilizzati al mondo.
Le persone con una certa fama su di essi -chi per un motivo, chi per un altro- sono state notate da aziende di tutti i tipi e con esse hanno stilato dei contratti pubblicitari: in cambio dell’immancabile pecunia, avrebbero sponsorizzato i prodotti che gli sarebbero stati consegnati tramite posta.
Ed ecco spiegata la nascita degli influencer. Prima nati sotto l’ala di Facebook e poi…
Come guadagnare con i like
Prima di procedere, è bene specificare che rispondere alle domande “come guadagnare con i like di Facebook?” e “come guadagnare con i like di Instagram?” non detengono una replica adatta in ogni circostanza, poiché l’ultima parola spetta sempre ai contratti. Ad ogni modo, sulla base delle esperienze riportate dai moderni influencer, accade spesso che un’azienda decida di pagare per numero di like, ovvero di “mi piace” ottenuti in un post che sponsorizza il brand. Ad esempio, uno sponsor potrebbe versare una determinata somma a ogni like, ad esempio: 1 “mi piace” = 0.10euro (parliamo di centesimi in questo caso); oppure, a ogni tot di like potrebbe corrispondere una determinata cifra: 1euro ogni 5 “mi piace” e così via. Ovviamente, si tratta di una stima fatta sul posto, giacché l’importo e il numero di like dipende dal documento o che si firma.
Per ottenere un numero maggiore di like, è bene usufruire degli hashtag (corrispondenti o meno al tema della foto) e aggiornarli costantemente. Così facendo, si otterrebbe un buon numero di like e i guadagni aumenterebbero esponenzialmente. Questa “regola” vale soprattutto per Instagram.
In ogni caso, il contratto probabilmente più diffuso riguarda le interazioni con un determinato post; ciò vale a dire che l’ammontare dell’importo comprende: “followers”, “mi piace”, “commenti” e “condivisioni”. Per portare un esempio: qualora un influencer dedicasse il proprio profilo alla moda e un account avente come principale un tema affiliato dovesse condividere sulla sua pagina l’immagine postata, l’influencer otterrebbe un compenso maggiore.
A questo punto, non ci vorrebbe un genio per comprendere quanto il lavoro dell’influencer possa essere ben retribuito pur non comportando alcuna fatica in merito, a meno che lo stesso -l’influencer- non ottenga diverse chiamate per servizi fotografici, raduni e chi più ne ha più ne metta. Guadagnare grazie ai like di Facebook e Instagram è possibile, anzi, meglio dire che sia un fatto all’ordine del giorno. Numerosi giovani scelgono di intraprendere questo stile di vita per mezzo della comodità di lavorare tranquillamente da casa pubblicando delle foto sponsorizzanti uno o più brand, così ottenendo un notevole guadagno e accrescendo il proprio seguito su uno o entrambi i social.
L’importanza dei followers
Oltre che donare prestigio al profilo, un buon numero di followers aiuta a ottenere lavori di sponsorizzazione. Per quale motivo? Semplice: più utenti visualizzano le foto che si postano, maggiormente guadagna lo sponsor attraverso la pubblicità che effettua l’influencer. L’equazione è piuttosto semplice e non ammette diversificazioni; in aggiunta, un numero di seguaci piuttosto elevato aiuterebbe il possessore del profilo stesso, il quale otterrebbe maggiori interazioni, quindi: più likes, più commenti e più condivisioni (anche nelle “storie instagram” di qualche utente), nel caso ci si imbatta in alcune difficoltà nella crescita organica del proprio profilo, è sempre possibile usufruire di servizi che aiutano ad aumentare le view ed i propri followers.
Per farla breve, si potrebbe asserire che il fulcro di tutto sono proprio i followers, benché gli utenti che non seguono il profilo, o che non sono soliti apprezzare le immagini che esso ostenta, possano comunque interagire con una foto in particolare e lasciare il loro apprezzamento… O meno.
Non sono rari i casi di utenti che, spinti da qualche ragione, offendono gratuitamente l’influencer di turno senza conoscerne la persona o averci mai scambiato quattro ciance. Il consiglio è quello di rimuovere immediatamente commenti del genere, poiché nella sezione destinata potrebbe scatenarsi un vero e proprio putiferio, tra ammiratori e detrattori, che potrebbe danneggiare l’immagine del gestore del profilo.
A proposito di gestori… Gli utenti con un seguito eccezionale, possono permettersi di affidarsi a un gestore esterno, il quale ha il compito di postare immagini, storie (talora anche di scattare foto) e ottimizzare il traffico sul profilo.
Conclusioni
Alla fine, guadagnare con like, commenti, interazioni e quant’altro, è davvero possibile, anzi: più che possibile. Va comunque specificato che ottenere un compenso del calibro segue o precede l’apertura di una partita IVA, poiché si sarebbe a tutti gli effetti un lavoratore autonomo, o come si suol dire, una libera professionista. Lo stato pretende che una volta superata una certa soglia di guadagno annuo, sia obbligatorio pagare le tasse che ritiene appropriate per quel genere di professionismo.
Tuttavia, qualora si avesse un numero cospicuo di seguaci e il successo dei post fosse più che soddisfacente, la possibilità di accumulare una somma pecuniaria da capogiro o quasi, sarebbe piuttosto alta. Basti pensare alla nota Chiara Ferragni, la quale ha più volte asserito di fatturare oltre 8milioni di euro all’anno. Non sono pochi, anzi, chiunque -in questo momento specifico- metterebbe una firma per guadagnare così tanto! Eppure, negli Stati Uniti, esistono personaggi in grado di ottenere un compenso ancora più vistoso grazie all’enorme seguito che vantano sui vari profili Instagram e Facebook.
Il mondo del lavoro è decisamente cambiato. In meglio? In peggio? Chi può dirlo…